Cosa vedere alle Isole Eolie .

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Lipari

Il Museo archeologico Luigi Bernabò Brea

Da Regione.sicilia.it Il complesso museale sorge sul roccione riolitico del “Castello” di Lipari (Fig.1), un’imponente cupola di formazione vulcanica con caratteristiche di fortezza naturale, dove gli abitanti si sono insediati in tutti i periodi in cui si è sentita una necessità di difesa.
Le testimonianze di questi insediamenti sono oggi in parte visibili sul  pianoro sommitale della rocca: capanne dell’Età del Bronzo, su quattro livelli sovrapposti; strutture di Età Greca e Romana; impianto urbano del II sec. a.C., grazie all’intensa attività di scavo sistematico avviata a partire dagli anni ’50 .
Fino alla metà del XVI secolo la rocca del “Castello”, la “Cittàde” nella vecchia dizione popolare, conservava il suo aspetto naturale, costituito da pareti rocciose per tutta la sua altezza e da alcuni tratti di fortificazione sulla sommità di queste. L’aspetto attuale gli deriva dalle possenti cortine a scarpa delle fortificazioni erette da  Carlo V intorno al 1560, subito dopo l’attacco del pirata tunisino Kaireddin Barbarossa, che nel 1544 aveva conquistato e distrutto  la città .
Sul lato Nord, le fortificazioni spagnole hanno inglobato la torre a difesa piombante di Età Normanna, la quale aveva compreso una torre di età greca, probabilmente del IV sec. a.C., oggi ancora visibile per tutta la sua altezza (Fig.4).
Le diverse Sezioni in cui il Museo è articolato e le sue infrastrutture (uffici, biblioteca, depositi, servizi aggiuntivi, ecc.), trovano  sede in diversi edifici storici, a cui si aggiungono anche  i fabbricati novecenteschi del campo di confino fascista .
Il Museo, costituito da sei padiglioni, che accolgono rispettivamente: la Sezione Preistorica, la Sezione Epigrafica, la Sezione delle Isole Minori, la Sezione Classica, la Sezione Vulcanologica, la Sezione di Paleontologia del Quaternario, documenta ed illustra, attraverso i complessi dei reperti esposti, gli insediamenti umani e lo sviluppo delle civiltà succedutesi, nell’Arcipelago Eoliano, dalla Preistoria alle soglie dell’Età Moderna.
Il percorso scientifico è agevolato dal ricco ed esaustivo apparato didattico che si articola su due livelli: didascalie con caratteri di colore rosso, forniscono in lingua italiana ed inglese informazioni essenziali ad una visita rapida; testi esplicativi con caratteri di colore nero, forniscono in lingua italiana informazioni ampie e dettagliate ad una visita ragionata e scientificamente completa.
Disponibili per la consultazione del pubblico sono inoltre, all’interno della Sezione Preistorica, della Sezione delle Isole Minori e della Sezione Classica, delle postazioni informatiche di facile accesso per quanti vogliano più ampi spunti di approfondimento, e sui complessi esposti nel Museo e sulle emergenze archeologiche e/o monumentali del Castello.


Il Mare della cave di pomice

Come se fosse un pellegrinaggio. Il mare sottostante le cave di pomice dismesse ormai da anni, è meta ogni estate di tanti diportisti. Fino agli inizi degli anni ’90 era possibile saltare o rotolarsi fino al mare attraverso una montagna di finissima sabbia di pomice. Quella montagna veniva alimentata dagli scarti della lavorazione di questa pietra, una volta esportata in tutto il mondo, riversati ai margini della carreggiata finendo nella spiaggia sottostante. Celebre è una scena del film “Kaos” dei fratelli Emilio e Vittorio Taviani. Oggi, che la montagna artificiale non c’è più, di bianco sono rimasti i fondali che donano alle acque della zona, e alla stessa località, insieme ai resti degli opifici, un fascino particolare. Imperativo categorico : tuffarsi !


Il centro di Lipari tra movida e relax

Due passi nel centro di Lipari in una calda sera di luglio, dal salotto di Marina corta al corso Vittorio Emanuele, prima della calca agostana.

 

Belvedere Quattrocchi 

Se volete immergervi in un posto con una visuale indimenticabile, in  un panorama mozzafiato  dovete visitare il Belvedere Quattrocchi  che si trova a circa 4 km dal centro di Lipari. Vi ritroverete  su un’altura da  cui potrete ammirare tutta la bellezza dell’isola e fare delle foto meravigliose, specialmente al tramonto. Dal Belvedere Quattrocchi potrete ammirare  i faraglioni di Pietra Menalda e di Pietra Lunga, l’imponente Vulcano e le sue fauci fumanti, la spiaggia di Valle Muria, oltre alle insenature della costa. Uno spettacolo indimenticabile  che vi metterà di fronte a una distesa di mare che sembra un abbraccio infinito.

Osservatorio Geofisico 

L’Osservatorio geofisico  si trova sul monte Guardia, arrivati sul posto dal piazzale  potrete avere una vista spettacolare sull’isola di Vulcano e  ammirare la scogliera che cade a picco sul mare,  in lontananza potrete vedere le isole di Filicudi e Alicudi. L’Osservatorio Geofisico è  una struttura che si è rivelata importantissima  per l’osservazione del Gran Cratere di Vulcano e per monitorare costantemente lo Stromboli, infatti è proprio qui che si  trova la sezione di Catania dell’Ingv, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Il Comune di Santa Marina Salina

 

Santa Marina Salina è il principale porto dell’isola, (il secondo scalo è Rinella) qui si trova anche il porto turistico, è anche uno dei tre comuni dell’isola. Il piccolo comune sorge alle pendice del monte Fosse delle Felci che è la vetta piu’ alta di tutte le Eolie.

A Santa Marina Salina potrete fare un giro turistico  per il piccolo corso, dove  ci sono diversi  negozietti  che vendono oggetti di ogni genere e anche artigianato locale , dove potrete comprare un souvenir per ricordarvi del vostro viaggio a Salina.
Potete inoltre  visitare la chiesa  settecentca con i suoi 2 campanili, e l’altra chiesa che si trova nella piazza a poche centinaia di metri dallo scalo di aliscafi e navi.
Per tutti quelli che vogliono immergersi nella storia e n ell’archeologia da  non perdere la visita alle terme romane e alla  fabbrica di salagione del pesce in contrada Barone.
A circa 100 mt  dalla circonvallazione di Santa Marina , in località Serro dell’Acqua,  è possibile percorrere un sentiero che conduce, attraverso una vegetazione di ulivi e alberi da frutto, alle grotte saracene , scavate nel tufo e nascoste da una fitta vegetazione, utilizzate come rifugio per sfuggire alle atroci barbarie commesse dai saraceni intorno al 650 d.C.
Le grotte, molto interessanti  per la loro struttura morfologica, sono composte da diversi ambienti comunicanti dentro i quali sono, ancor oggi, visibili le incisioni a croce e i numerosi segni votivi.
A circa 2 km dal comune di  Santa Marina Salina, si trova Lingua piccola frazione del comune.
Durante il tragitto potrete ammirare il  ponte in pietra settecentesco facente parte dell’antica strada.
Lingua è conosciuta per i diversi locali che  si trovano suo lungo mare dove potrete fare una passeggiata accompagnati dal rumore del mare.
Da non perdere  la mitica granita di Afredo,  (l’incontrastato re delle granite) il Pane Cunzato e provare la pizza di Franco Manca, catena di pizzerie inglesi che da giugno 2017 ha aperto anche a Salina, quella di Lingua è l’unica sede italiana fino a questo momento della catena.
Proseguendo con la vostra passegìata potete visitare il piccolo   laghetto di acqua salmastra separato dal mare da una sottile striscia di terra che fu sede delle saline da cui l’isola prese il nome, è l’unico lago di tutte le isole Eolie.
A confine con il laghetto troverete il Faro di Lingua ristrutturato recentemente e sede del museo del mare.
Sempre nella zona del laghetto si trova  il Museo Civico aperto nel 2000 dedicato alla storia, ai costumi, alla vita e alle tradizioni dell’isola di Salina.

Cosa vedere a Salina: il Comune di Malfa 

Malfa è il comune centrale dell’isola di Salina, è anche quello con il maggior numero di abitanti. Nel piccolo centro storico  potrete visitare la Chiesa dell’Immacolata da cui prende il nome anche la piazza dove è ubicata, la chiesa  risale al settecento.Potete fare una passeggiata lungo la via Roma che è il corso principale di Malfa e soffermarvi nei negozietti che troverete lungo la strada e acquistare se volete un ricordino della vostra vacanza magari delle tipiche ceramiche con disegnato il fiore del cappero, ritattezzato l’orchidea delle Eolie. Da non peredere la visita del piccolo porticciolo di  Scalo Galera, il porto fu distrutto con una violenta mareggiata il 31 dicembre del 1979, il posto è molto caratteristico e pittoresco se volete potrete farvi anche un tuffo e la mattina aspettare i pescatori che rientrano e comprare del pesce fresco. E’ d’obbligo prima di lasciare Salina andare a fare un  bagno allo Scario, la piccola e pittoresca  spiaggia di Punta Scario è molto suggestiva, incastonata in vecchi magazzini di pescatori e nella roccia, è la spiaggia piu’ bella dell’isola a detta di molti e tra le piu’ belle dell’arcipelago. Un altra cosa da visitare è la chiesa di San Lorenzo nella parte alta del paesino, chiesa del patrono che si festeggia il 10 agosto appunto il giorno di San Lorenzo con una caratteristica festa.Vi consigliamo di visitare anche la Biblioteca Comunale  di Malfa che si trova in via Fontana ( dietro la chiesa di San Lorenzo)  dove vengono organizzate sempre tante mostre, presentati vari librie concerti. Vicino alla Biblioteca Comunale di Malfa potrete visitare il Museo dell’Emigrazione dedicato all’emigrazione eoliana in Australia e negli Stati Uniti.  Il Museo dell’emigrazione al suo interno raccoglie tantissimi documentari, fotografie e filmini che mostrano le cause del fenomeno migratorio di fine Ottocento degli eoliani. Gli abiti ingialliti, le pagine dei registri ingialliti con i nomi degli emigranti ancora leggibili e le foto delle massicce partenze che si verificarono in quegli anni. Per molti l’Australia dove oggi vivono tantissimi eoliani viene considerata l’ottava isola dell’arcipelago eoliano. Nella terra della Malvasia non potete non fare un tour per le cantine che si trovano a Malfa, dove potrete acquistare il nettare degli Dei e fare una degustazione.

A circa 2 km dal comune di Malfa si trova, Capo Faro che è una piccolo paesino immerso nei vigneti di malvasia,  frazione del comune di Malfa. A  parte i pochi residenti, tutti gli altri sono turisti che hanno comprato  qui casa negli anni, da molti questo piccolo paesino è stato definito una località di elite considerando tutte le ville che ci sono, e dove si trova anche un resort. Sulla strada che collega Capo Faro a Santa Marina Salina, (Capo Faro è un paesino che sta in mezzo tra i comuni di Malfa e Santa Marina Salina) potrete fare una visita al villaggio preistorico di Portella che fu scoperto nel 1954, a causa dei lavori per la costruzione della strada provinciale Santa Marina-Malfa. Il villaggio presistorico di Portella  risale all’eta’ del Bronzo Medio (XV-XIII sec. A.C.) quando nelle isole Eolie è diffusa la cultura del Milazzese, di origine siciliana perchè strettamente imparentata con la cultura di Thapsos. Da non peerdere la visita alla piccola  chiesetta settecentresca  di Sant’ Anna.

Prima di lasciare Salina non potete non visitare Pollara, che è un piccolo e incantevole paesino, frazione del comune di Malfa, il paesino  sorge all’interno di un cratere spento, come potrete costatare  anche voi fermandovi al belvedere del semaforo punto panoramico dove tutti si recano per ammirare il tramonto di Pollara definito tra i piu’ belli del mondo. Questo picccolo paesino, conosce la sua notorietà e sale alla ribalta , quando  Massimo Troisi ci girò il Postino, il suo  ultimo film (Troisi morì prematuramente subito dopo la fine delle riprese) vincitore anche di un premio oscar,  qui si trova la famosa casa rosa del film  dove il poeta Pablo Neruda soggiornava. Nella piccola piazzetta di Pollara potrete visitare l’antica chiesa di Sant’Onofrio, sempre qui potrete vedere al lato della piazzetta il murales fatto in omaggio a Massimo Troisi, al quale per il ventennale del film fu intitolata la strada che dalla chiesa porta al mare. Da non perdere  assolutamente la discesa  alle balate e farsi il bagno in un luogo molto suggestivo e fiabesco,  zona protetta da ripide pareti a strapiombo, quelle del cratere di un vulcano ormai inattivo.Le balate non sono altro che antichi magazzini dei pescatori incastonati nella roccia, è il posto piu’ bello dell’isola da dove vedere il tramonto,  dove il sole assume il colore rosso fuoco e tramonta accanto alle isole di Filicudi e Alicudi. Prima di lasciare questo incantevole  paesino vi consigliamo di visitare l’azienda agricola Sapori Eoliani di Roberto Rosello dove potrete acquistare dei prodotti tipici come il pesto di capperi, l’antipasto eoliano, la salsa eoliana e molti altri e qualche  chicca come la marmellata di capperi e i capperi canditi.

Cosa vedere a Salina: il Comune di Leni 

E’ l’unico comune dell’isola a non trovarsi sul mare, si estende tra le due montagne dell’isola (monte Fossa  delle Felci e Monte Porri) a  circa 2 km si trova la frazione di Rinella, con una spiaggia di sabbia.Ha una superficie di 8,56 km² e un’altitudine media di 202 metri sopra il livello del mare. A Leni potrete  visitare la   chiesa  settecentesca di San Giuseppe patrono di Leni che si festeggia il 1 maggio. A meno di 2 Km da Leni si trova Vadichiesa, frazione del comune di Leni. Viene definito  il paesino piu’ “montano” dell’isola, se siete in cerca di  quiete e silenzio questo è il posto giusto, paesino immerso nei vigneti di malvasia. A Valdichiesa  si trova il Santuario della Madonna del Terzito ,  eretto nel 1630,  è il più importante luogo di culto Mariano delle Isole Eolie, al suo interno è custodito uno splendido Cristo bianco e pregevoli ex voto. A  circa 2 km dal comune di   Leni si trova Rinella  che  è una frazione del comune, Rinella è il secondo scalo dell’isola. Il paesino  è un tipico e caratteristico  borgo marinaro sul mare, qui si trova una spiaggia di sabbia nera, dove ci sono delle  grotte scavate nella roccia che servivano da ricovero per le barche.I suoi fondali  bassi e sabbiosi, sono una grande attrattiva per gli appassionati di  snorkeling,  che, oltre alla flora e alla fauna marina, possono osservare l’attività vulcanica consistente in fenomeni chiamati sconcassi che si manifestano con l’emanazione di gas e vapori dal fondale. Nella piazzetta di Rinella potrete anche visitare la chiesa di San Gaetano pratono del paesino, i festeggiamenti in suo onore si svolgono il 7 agosto. Era il 1949 quando  sull’isola di Vulcano, il regista  William Dieterle dirigeva Anna Magnani e Rossano Brazzi  nel film ” Vulcano” ; diverse scene  di questo film furono  girate nella spiagetta  di Rinella, Salina all’epoca venne scelta dalla troupe come base logistica per motivi organizzativi, gli interpreti  del film Anna Magnani e Rossano Brazzi abitarono  in una stanza della chiesa di Rinella.  Una piazzetta incastonata tra le tipiche viuzze interne di Rinella è stata intitolata alla grande attrice Anna Magnani.

Perchè Stromboli ? Le risposte dal cuore di uno strombolano

di Carlo Lanza

A Stromboli ci vieni perché è il secondo vulcano attivo d’Europa, perché è l’unico ad attività esplosiva costante, perché è l’isola dei crateri e del mare , perché è piena di spiagge, perchè il mare ha un colore di un blu che è unico al mondo, perché non ci sono le auto, perché non c’è illuminazione sulle strade e le stelle le puoi toccare, perchè anche il buio della notte ti rasserena l’animo, perché le esplosioni le vedi dalla terrazza mentre stai cenando. Perché puoi camminare a piedi e trovarti in spiaggia in un attimo. Perché c’è Strombolicchio che si lascia guardare. E poi c’è Ginostra, taciturna e silenziosa…col tramonto più bello del mondo…

Il vulcano Stromboli

Il cratere di Stromboli per chi è in visita alle Eolie è una meta  obbligatoria anche se la salita per arrivare fino alla vetta non è delle piu’ facile, ma una volta in vetta si assisterà a uno spettacolo indimenticabile.

L’ora migliore per salire è quella pomeridiana ( tardo pomeriggio)  onde evitare il caldo ed il sole cocente, in più  si potrà così godere lo spettacolo vulcanico, che dopo il calar del sole è ancor più suggestivo. I contrasti che si creano tra fuoco, lava, mare e il sol cadente offrono uno spettacolo cromatico unico al mondo.

La Sciara del fuoco

Il vulcano Stromboli chiamato dagli isolani  “Iddu”, regala  scenari stupefacenti durante le sue continue esplosioni.  Nell’eventuaslità che per la scalata al cratere vi sembra troppo impegnativa, non perdete l’occasione di contemplare dal mare (rigorosamente al tramonto) lo spettacolo mozzafiato  della Sciara del Fuoco, che non è altro che un’ampia parete di sabbia vulcanica che si erge ripida nel lato nord-est della costa. I blocchi incandescenti rotolano  verso il mare creando un turbinio di vapore e folate di cenere, fino a spegnersi a contatto con l’acqua. Con l’oscurità le colate laviche sembrano delle cascate di fuoco molto suggestive.

Strombolicchio 

Strombolicchio è raggiungibile dal mare, non è altro che cio’ che resta di un cratere vulcanic0;  il vigoroso  faraglione si erge di circa 58 mt sul livello del mare.Strombolicchio ospita solo un faro militare,  è abitato solo da  lucertole e dai gabbiani che, alla vista dei visitatori , volteggiano alti emettendo richiami striduli.Essendo una  zona militare l’accesso è vietato ma se, in un modo o nell’altro, si riuscisse a raggiungere la sommità, ci si troverebbe davanti ad un indimenticabile vista sullo Stromboli e sul suo paese.

Ginostra

A pochi minuti da Stromboli con un’ imbarcazione si può raggiungere il piccolo borgo di Ginostra che non è altro che una frazione di Stromboli. Ginostra merita una visita prima di lasciare Stromboli. Sbarcando  nel piccolo porticciolo si possono ammirare gli avamposti del paese le cui case si sviluppano sui versanti del vulcano. Case basse e chiare, in tipico stile eoliano, accolgono i visitatori  e li accompagnano tra i viottoli e le mulattiere percorribili esclusivamente a piedi o accompagnati dal passo lento ma instancabile dei muli, unico mezzo di trasporto in questo borgo suggestivo.In tutte le stagioni e periodi dell’anno, di giorno come di notte, la pace e il silenzio fanno da padroni in questo villaggio. In inverno nel piccolo borgo ci vivono poche decine di abitanti mentre nel periodo estivo si registrano presenze notevolmente superiori. L’assenza di luce nei caratteristici  viottoli del borgo rende la notte particolarmente suggestiva, e pittoresca, regalando ai visitatori prospettive perfette per ammirare la volta celeste e la nostra galassia.

La calda terra

L’isola di Vulcano, la più vicina alla Sicilia, è con Stromboli quella che presenta le manifestazioni dell’attività vulcanica. L’antica “Thermessa” , chiamata così dai greci, dall’aspetto ancora selvaggio nonostante lo sviluppo urbanistico , è nota per le sue acque calde , per i bagni sulfurei nel suo rigenerante laghetto termale frequentato da turisti provenienti da tutto il mondo. Incantevoli le sue spiagge di fine sabbia nera vulcanica a porto Ponente ( ideale per i bambini anche per il basso fondale del mare) da dove si può ammirare un incantevole tramonto su Filicudi e Alicudi, e nella località di Gelso, a sud dell’isola. Da visitare la pineta di Capo Grillo, un’oasi verde – osservatorio su tutte le altre isole raggiungibile tra mucche e capre al pascolo dei caseifici locali. A Vulcano, ovviamente, la differenza la fà il…vulcano. A pochi metri dal porto, attraverso un sentiero, in poco più di mezz’ora si raggiunge l’orlo craterico a 360 metri. Sensazioni ed emozioni percorrendolo da vivere e raccontare.

Vulcanello

Vulcanello è uno dei vulcani presenti sull’isola.  A Vulcanello è possibile visitare  quella che viene chiamata la Valle dei Mostri questo nome le è stato dato dalla suggestione creata dalla penombra pomeridiana del post tramonto  che rende enigmatiche le forme create dalle rocce, quest’ultime  richiamano alla mente profili di animali, figure mostruose o fiere.

Il porto con il faraglione di levante
La via Anna Magnani, il centro dell’isola
La spiaggia delle sabbie nere
La zona della acque calde

Un microarcipelago di colori

La più antica, con il suo villaggio preistorico dell’eta del Bronzo, soprastante la splendida insenatura di Calajunco,e la più piccola delle Eolie. Ma, con i suoi isolotti, è quanto resta ( la parte emersa ) di un grande vulcano. Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, Dattilo, Bottaro, Lisca Nera, gli scogli di Panarello e de Le Formiche formano un fragile microarcipelago nell’arcipelago nei cui fondali si manifestano attività esalative, sistemi idrotermali sottomarini dai quali secondo alcuni studi può avere avuto origine la vita sulla terra. L’insieme terra – mare forma un particolare concentrato di bellezza.

Suggestive le sue case bianco candido con tinte di azzurro e muri di pietre avvolte dai lussureggianti colori e dagli intensi profumi della vegetazione mediterranea, tra strettissime strade e vicoli. Panarea è nota per la sua mondanità estiva che le dona quel tocco glamour in più .

San Pietro

San Pietro non è altro che il principale centro abitato di Panarea, è dotato di tutti i servizi che qualunque turista possa desiderare in vacanza, è anche il centro della vita mondana: se siete a caccia di vip, probabilmente li troverete qui. La piccola e suggestiva contrada di San Pietro è caratteristica per l’architettura delle sue case, bianche e con porte e finestre azzurre. Da non peerdere la vistia alla chiesa di San Pietro, il piccolo e grazioso museo di Panarea, l’intrico di vicoli e viottoli che regala scorci incredibili sul mare dell’isola.

Cala Junco

Cala Junco nonè altro che una delle spiagge piu’ belle di Panarea. E’ ubicata  lungo la costa meridionale dell’isola e può essere raggiunta a piedi partendo dall’abitato di San Pietro. Scoprirete una piccola e meravigliosa  baia e un mare da cartolina.

 

Spiaggia della Calcara

La spiaggia della Calcara va visitata per due specifici motivi: 1)per lo spettacolare e imperdibile colore delle sue acque cristalline;2)  qui è possibile ammirare il fenomeno delle fumarole, che non sono altro che dei vapori che salgono tra le fessure tra le rocce e, in alcuni punti, riscaldano l’acqua fino a temperature quasi da sauna.

Il villaggio preistorico di capo Milazzese

Nelle vicinanze della baia di Cala Junco, sul promontorio di capo Milazzese fu scoperto un villaggio preistorico risalente all’Età del Bronzo, era costituito da ventitré capanne, di cui oggi sono rimaste le mura delle fondamenta. Molti referrti qui trovati sono custoditi oggi nel museo di Lipari.

Drautto

Drautto è una  piccola e pittoresca contrada, immersa in un atmosfera  tranquilla tra mare e macchia mediterranea. Ci si arriva percorrendo una breve stradina dalla contrada di  San Pietro

Gli isolotti 

Panarea è circondata da alcuni isolotti,  che si possono  vedere durante una piacevole escursione in barca: Basiluzzo,  Lisca Nera, Dattilo eBottario.

Filicudi, tra immersioni subacquee e tramonti

Filicudi

Verso la libertà

Ci spostiamo ad occidente dell’arcipelago e troviamo Filicudi , d’estate raggiungibile velocemente via mare, in aliscafo, anche da Palermo oltre che dai porti tradizionali. Se le isole di per sé danno una percezione di libertà , ci sono isole , come Filicudi, in cui questa sensazione è più evidente. Sarà per il fascino dei villaggi “nudi” del porto e di Pecorini , sarà per l’archeologia con il villaggio preistorico di capo Graziano e per i sottostanti relitti di un mare che ti richiama a scoprirne i suoi tesori ma anche per le meraviglie della natura come la grotta del bue marino, La Canna, faraglione di magma solidificato di 71 metri con accanto lo scoglio di Montenassari o lo scoglio Giafante. Per giorni di puro relax c’è anche l’oasi della spiaggia de Le Punte. Da qualche anno, tra i punti forti, anche un centro di studio e tutela di cetacei e tartarughe marine che in queste acque, fortunatamente, abbondano con i loro transiti verso nord. Filicudi offre anche la più piccola biennale d’arte del mondo.


Alicudi, l’area dell’approdo

Alicudi, l’isola più a ovest delle Eolie è …l’isola per chi ha già trovato quello che cerca. Non può ospitare anime inquiete ma chi sa apprezzarne e sorbirne , inconsapevolmente, il suo incredibile fascino. Niente macchine, né motorini. Solo qualche asino, impiegato per trasportare merci, dal porto alla parte alta di questo cono vulcanico , attraverso un migliaio di gradini . Scalarli a piedi, per raggiungere le varie località può anche essere faticoso ma verrete ripagati dallo stupore dello spettacolo offerto da un paesaggio che vi darà una grande sensazione di libertà. Alicudi resiste , grazie alla sue caratteristiche, al richiamo delle solite comodità ma è attrezzata anche per questo. Potrete affittare una villa attrezzata, raggiungibile direttamente in elicottero, o una stanza in bed & breakfast come una casetta nel classico stile eoliano, bianca o dai colori pastello con tettoie di canne e muri in pietra, ovviamente con vista mozzafiato sulle altre isole . Consigliata vivamente a chi sostiene ritmi elevati e intende ritrovarsi in un eden di semplicità tra trekking, mare, pesca e buone letture.